Weekend relax tra i Colli Euganei: I Giardini di Valsanzibio, Villa dei Vescovi, Arquà Petrarca

by - ottobre 24, 2017


Voglia di natura, di passeggiate rilassanti e momenti di benessere? Se avete in programma un weekend in Veneto, magari per lasciarvi coccolare in un centro termale, non potete perdervi un itinerario tra il verde dei Colli Euganei
In queste zone l’atmosfera è sempre magica in ogni stagione ed è possibile scoprire veri e propri gioielli come ville storiche, giardini, castelli e chiese.

Gli amanti delle gite in bicicletta resteranno particolarmente soddisfatti perché le piste ciclabili coprono un anello di ben 64 chilometri che tocca punti di interesse storico e naturalistico, mentre gli appassionati di golf possono scegliere fra tre bellissimi campi situati rispettivamente a Rovolon, Selvazzano Dentro e Galzignano Terme.
Ma l’itinerario che voglio proporvi si concentra soprattutto sulle bellezze storiche, immerse in un paesaggio davvero suggestivo.


I Giardini di Valsanzibio, unesperienza meditativa

Se amate fontane e giochi d’acqua, proprio a Galzignano Terme è impossibile non concedersi un pomeriggio nei Giardini di Valsanzibio adiacenti a Villa Barbarigo, un tempo raggiungibile da Venezia attraverso un sistema di canali.

In un parco seicentesco di 15 ettari, definito “Il più bel giardino d’Europa”, potete perdervi tra la quiete e l’atmosfera filosofica dovuta alla presenza di statue, peschiere, zampilli d’acqua. Dico filosofica perché qui nulla è stato posizionato casualmente: ogni cosa ha un preciso significato simbolico a partire dalla facciata d' ingresso dove le statue del Portale di Diana fanno da monito a coloro che varcano la soglia. 

Entrare in questi giardini significa percorrere un cammino verso la salvezza: solo coloro che ne saranno degni passeranno da uno stato di ignoranza alla rivelazione. Un percorso da farsi in silenzio, quasi un viaggio dentro se stessi aiutati dalle metafore della vita nascoste nei significati delle statue e nelle varie aree dei giardini.

Trovo molto interessante questo tipo di interpretazione per poter vivere l'esperienza all'interno del parco. Spesso si visitano i luoghi in modo superficiale, senza comprenderne appieno la storia e il significato. In questo caso, quello che può sembrare un bellissimo giardino nobiliare, nasconde un significato profondo che ha molto da insegnare al visitatore. 


Lungo il percorso dei Giardini di Valsanzibio si incontrano:
-         - il Labirinto di bosso, un vero e proprio dedalo da percorrere per prepararsi spiritualmente alle tappe successive
-         - la Fontana dell’Iride, il cui getto centrale colpito dai quattro zampilli laterali rivela l’arcobaleno
-         - la Collina dei Conigli, un’area che simboleggia il susseguirsi dell’esistenza come in un cerchio infinito
-         - la Statua del Tempo, un uomo alato ricurvo sotto il peso di un macigno a più facce, il tempo vola…
-         - la Fontana della Pila, di forma ottagonale che simboleggia il battesimo prima di giungere al Gran Viale della Villa, il tratto finale che conduce in modo maestoso alla scalinata i cui guardiani sono delle lonze (retaggio di cultura dantesca), per poi giungere infine alla Fontana della Rivelazione detta anche dell’Estasi, proprio ai piedi di Villa Barbarigo.

70 statue, circa 800 piante di 76 essenze diverse, un sistema di fontane tutte perfettamente funzionanti: i Giardini di Valsanzibio sono un vero e proprio viaggio intrigante e meditativo, ma il mio consiglio è quello di visitarli insieme ad una guida che vi spieghi in profondità il significato di ogni elemento per capire pienamente l’importanza di ogni singolo passo all’interno di questo capolavoro.



Villa dei Vescovi


Costruita nella prima metà del ‘500 come luogo di riposo e soggiorno estivo per i vescovi padovani, Villa dei Vescovi, è un’imponente costruzione di stampo romano immersa nel rilassante verde che domina un colle ai piedi del monte Solona di Luvigliano, frazione di Torreglia.
Le sue sale affrescate e i suoi portici affacciati sul bellissimo paesaggio, che cambia ad ogni angolazione,  danno la continua sensazione di trovarsi dentro ad un quadro.

Monumento nazionale e proprietà del FAI dal 2005, la villa è un vero e proprio invito al relax ed elogio alla lentezza. Educare lo spirito e ispirare la mente: è possibile farlo comodamente seduti sulle poltrone delle logge, magari immersi nella lettura di un libro o lasciando spaziare lo sguardo tra i vigneti e i dolci colli circostanti. Qui il tempo sembra scorrere più lentamente.
All’interno è possibile ammirare il ciclo di affreschi, d’impronta raffaelita, del pittore fiammingo  Lamberto Sustris.
Dopo la visita è possibile fermarsi nella tasting room per sorseggiare un calice di vino dei vigneti circostanti o acquistare ottime bottiglie dell’Azienda Agricola Vignalta.
Per vivere al meglio l’atmosfera della villa è possibile soggiornare nella foresteria dove sono disponibili due appartamenti da 4 persone: la Mansarda del Vigneto e la Mansarda del Frutteto, anche se i prezzi non sono particolarmente economici. La location è disponibile anche per eventi privati.


Arquà Petrarca, tra giuggiole e melograni


Immerso tra boschi di quercia e ippocastani, tra vigneti, rosmarino e lavanda del clima mite dei Colli Euganei, si trova un piccolo paesino trecentesco dove tante graziose case di pietra vulcanica grigia scendono fino a valle regalando ad ogni angolo scorci incantevoli.
Siamo a pochi chilometri da Padova, nel bellissimo borgo medioevale Arquà Petrarca, dove il celebre poeta visse nell’ultimo periodo della sua vita, scegliendo questo luogo forse perché così simile alla sua terra di nascita, un posto ideale dove rilassarsi e meditare, dove è possibile godersi poetici tramonti.
Il tempo sembra essersi fermato ad Arquà Petrarca e camminando per le vie, osservando case e negozi caratteristici ben curati, ci si sente parte della storia.

In autunno, dai muretti in pietra delle case, si vedono spuntare rigogliose piante cariche di melograni maturi e giuggiole, un frutto tipico dal gusto dolce che qui ha tantissimi estimatori, infatti viene utilizzato per produrre confetture, sciroppi e un gustoso succo liquoroso: il brodo di giuggiole.
Il frutto può essere consumato anche appena colto o dopo qualche giorno, quando diventa più morbido e dal gusto più fermentato. Alle giuggiole è stata dedicata perfino una festa annuale che si svolge proprio in questo borgo alla presenza di sbandieratori e figuranti.
E si, se ve lo state chiedendo, l’espressione “andar in brodo di giuggiole” per indicare uno stato d’animo felice deriva proprio dalla bontà e dalla dolcezza di questi frutti.

Tante le botteghe con prodotti tipici e indimenticabile il succo di melograno, davvero buonissimo. Mi è stato offerto da un signore che lo produce (ma non è in vendita!) il quale espone fuori casa i suoi tesori: ceste piene di melograni, lavanda e zucche di ogni tipo. Impossibile non fermarsi ad ammirare e provarne un sorso.

Giunta l’ora dell’aperitivo i negozi invitano a provare le specialità del luogo: impossibile non assaggiare la tipica soppressa veneta, il brodo di giuggiole e l’olio dal sapore deciso e di un bel colore verde, che lascia un retrogusto spiccatamente piccante quando giovane. Discorso a parte meritano i numerosi vini DOC che vengono prodotti in zona e il borgo propone alcune strutture facenti parte del percorso enogastronomico “Strada del Vino Colli Euganei”. 


Dove mangiare sui colli Euganei, Antica Trattoria Ballotta

Se siete in zona Torreglia e volete provare un ristorante con prodotti tipici l’ideale è l’Antica Trattoria Ballotta.
Ricavata agli inizi del ‘600 da un’ex dipendenza del monastero dei monaci agostiniani, è oggi un concentrato di tradizione ed eleganza.
Nel ‘700 vi si potevano rifocillare i cavalli delle carrozze dei viaggiatori. Qui si sono fermati personaggi come Galileo, D’Annunzio e Goethe solo per citarne alcuni.
E’ inevitabile che le loro proposte culinarie si basino, quindi, sui piatti poveri (ma ricchi) della tradizione padovana
Bigoli al cres, risi e bisi, gallina, salumi Euganei, risotto al serpino e tartufo dei colli sono solo alcune voci del ricco menù che prevede anche una versione rigorosamente a km zero e una selezione di pizze gourmet lievitate 30 ore.
Il ristorante non è certificato AIC ma i proprietari sono informati sulla cucina senza glutine e sono molto disponibili a creare piatti rigorosamente gluten free dall’antipasto al dolce!


Le terme di Abano e Montegrotto

Un weekend relax sui Colli Euganei non può finire senza coccolarsi in uno dei centri termali per cui questa zona è famosa, un vero e proprio polo di eccellenza italiano per la crenoterapia.
Nel complesso Thermae Abano Montegrotto ogni hotel ha al suo interno un centro medico e una zona benessere dove poter provare i fanghi e altri trattamenti a base di acque termali. L'accesso alle cure, da quelle inalatorie all'applicazione locale dei fanghi, avviene tramite Servizio Sanitario Nazionale, quindi pagando solamente il ticket e il prezzo del soggiorno. In questo caso le cure durano più un weekend perché vengono prescritti cicli di 10-12 terapie continuative.
Io ho provato personalmente l'ospitalità del Grand Hotel Terme Montegrotto e posso dire che l'esperienza è assolutamente imperdibile se il vostro obiettivo è curarvi e tornare rigenerati e in forma.

Se vi interessa approfondire l'argomento leggete anche:

- Come nascono i fanghi termali

- La mia esperienza con i fanghi termali al Grand Hotel Terme Montegrotto

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