Weekend enogastronomico in Emilia Romagna: Bellaria, Cesenatico, Santarcangelo di Romagna

by - ottobre 05, 2017

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Dalla riviera adriatica all'entroterra romagnolo: un itinerario all'insegna del buon vivere e della buona cucina, anche vegan e senza glutine.


La scoperta di un territorio passa anche dalla tavola e quando si parla di Emilia Romagna diventa impossibile non lasciarsi tentare dalle prelibatezze culinarie che offre questa terra genuina e ospitale.
Oggi voglio proporvi un mini itinerario ideale per un weekend enogastronomico partendo da Bellaria Igea Marina con le sue spiagge che sembrano infinite, animate e dotate di ogni comfort e servizi nei periodi estivi, meta ideale per lunghe e tranquille passeggiate fuori stagione. Questo posto mi ha conquistata sotto il tiepido sole di settembre con il suo mare un po' malinconico e i colori tenui, l'ideale per perdersi nei propri pensieri o per lunghe chiacchierate sulla riva.


L'HotelVilla Claudia, a due passi dal mare, mi ha ospitata nella sua atmosfera familiare. È infatti un concentrato di serenità a partire dalla hall: ampia e luminosa, con tavolini e morbidi divani blu, dove soffermarsi in compagnia o leggere un libro preso dalla piccola libreria. C'è anche un'area bimbi con giochi educativi e materiale per disegnare. Le camere sono semplici ma molto carine, con terrazzino vista mare.

Questo hotel, che punta sulla qualità e sull'offerta della ristorazione, è certificato Vegan OK e aderisce a Legambiente Turismo proponendo una cucina davvero per tutti: vegana, vegetariana, senza glutine e ovviamente più tradizionale con i piatti tipici della tradizione marinara.

Sulla tavola potete quindi trovare dalle lasagne vegane alle cozze, dal tempeh allo zenzero alla pasta con gamberi, totani e zucchine. Inoltre verdure a km zero, pasta di farro, kamut o semi integrale, pane fatto in casa con farine biologiche e molta cura nella preparazione delle pietanze, anche quelle dei più piccoli.

Non manca la classica piadina, che qui è la vera regina dei prodotti tipici, di cui ho scoperto tutti i segreti durante il mini corso tenuto da Claudia, “azdora” (ovvero “reggitrice della casa”) romagnola, che ha insegnato agli ospiti come realizzarne una versione senza utilizzare ingredienti di origine animale.
Acqua, farina e olio d'oliva biologici, un poco di sale, un pizzico di bicarbonato e una buona manualità per rendere elastico l'impasto. Il vero segreto? Provare e riprovare!
La piadina, alimento povero e versatile, è adatta a tutte le ore del giorno e con qualsiasi tipo di farcitura. Semplicemente geniale.
Per la prima colazione vengono poi proposti biscotti e torte, anche vegan e gluten free, rigorosamente fatti in casa e si può scegliere tra succhi biologici, latte di riso e di soia.



Bellaria Igea Marina non è solo mare: le tracce storiche del suo passato sono visibili facendo un giro nella borgata vecchia con le sue case rivolte verso il sole oppure visitando la Torre Saracena del 1637, in centro città, ora trasformata in originale Museo delle Conchiglie. È una delle torri che venivano utilizzate come vedetta per difendersi dalle frequenti invasioni dei pirati turchi, ricordate ancora oggi durante il Palio dei Saraceni, una rievocazione storica con imbarcazioni, figuranti, banchetti arabeggianti e sfide tra cavalieri.

Se invece cercate un'oasi di pace in mezzo al verde il Parco dei Gelsi è il luogo ideale. A pochi metri dal centro 40 ettari di verde con un laghetto, animali, vegetazione autoctona e perfino un giardino di farfalle. Meta gettonatissima dalle famiglie, dagli amanti del jogging, dello yoga e delle passeggiate a cavallo. Cosa chiedere di più da una vacanza?


Per chi non volesse cenare in hotel o è solo di passaggio ho un altro indirizzo da consigliare, proprio a Bellaria: alla Taverna da Bruno potrete ordinare dalla semplice pizza alle grigliate di carne e pesce, dai fischioni alle code di rospo, senza tralasciare gli strozzapreti alla marinara, pasta fatta in casa tipica della zona, che ben si sposa con sughi elaborati che ne esaltano la porosità dell'impasto. Ampia è la scelta dei vini, tra cui il Lambrusco amabile o il Trebbiano DOC.
Cosa rende speciale questo locale? Si mangia davvero bene e l'intero menù è disponibile anche in versione senza glutine!

A pochi chilometri da Bellaria potete raggiungere Cesenatico per una cena o un aperitivo sul molo. Qui, proprio di fianco al fabbricato del faro, c'è lo Sloppy Joe's, un locale molto originale che mixa stile country e marinaro, tappa obbligatoria nelle serate estive quando, conclusa la cena, le pareti vengono alzate per lasciare a vista il molo di levante mentre band locali e dj si esibiscono fino a tarda serata.
Il posto ideale per gruppi di amici, aperto fin dalla prima colazione, che propone menù degustazione e alla carta con tapas di pesce, scampi, guazzetto di cozze e risotto rosso alla moda di Cesenatico, mentre tra le bevande troviamo diverse etichette di Sangiovese, alcune birre biologiche e lo Chardonnay IGT “Donna Olga”.

Se vi sentite romantici non potete perdere la passeggiata lungo il Porto Canale, progettato nel 1502 da Leonardo Da Vinci, suggestivo sia di giorno, con i colori sgargianti delle imbarcazioni che brillano sotto il sole, sia di sera, quando le luci si riflettono nell'acqua tra bragozzi e trabaccoli (le barche tipiche dei pescatori). Durante l'arco dell'anno è fulcro di svariati eventi, anche enogastronomici, come la Cuccagna dell'Adriatico, mentre nel mese di Dicembre è imperdibile il Presepe della Marineria, la cui tradizione risale al 1986. Si tratta di un presepe galleggiante con statue a grandezza naturale realizzate in legno di cirmolo a rappresentazione di scene di vita quotidiana marinara. Gli abiti sono realizzati in tela e i drappeggi vengono modellati su intricate reti di metallo con pennellate di cera a caldo. I colori sono quelli utilizzati per tingere le vele.



Se si vuole mangiare lungo il Porto Canale c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma voglio segnalarvi comunque due indirizzi:
L'Osteria del Gran fritto con le sue eccellenti fritture di pesce, disponibili anche da asporto, e una carta di vini romagnoli e di confine di tutto rispetto. Curiosità: all'interno del locale sono esposte le tele di Tinin Mantegazza, illustratore e sceneggiatore romagnolo che disegnò il famoso pupazzo Dodò dell'Albero Azzurro (i nati negli anni 80 lo ricorderanno bene) e che a Cesenatico contribuì alla realizzazione del presepe galleggiante.

Possibilità invece di mangiare senza glutine e vegetariano da Cà Nostra, dove vengono serviti pizze con l'impasto al grano saraceno, menù vegano e i classici primi e secondi di carne o pesce che variano in base al pescato settimanale. Nelle giornate di sole vi consiglio di mangiare fuori, proprio a bordo del canale per un'esperienza suggestiva e per fare amicizia con qualche gabbiano!

Da Cesenatico lasciamo barche e spiagge per spostarci a Santarcangelo di Romagna, a solo 20 km di distanza, un piccolo gioiello incastonato sul Colle Giove dominato dall' imponente Rocca Malatestiana. In questo borgo fortificato, eletto Cittaslow, si respira l'atmosfera tipica di un villaggio medioevale e tra i vicoli si possono ammirare scorci di paesaggi stupendi.
Santarcangelo è un luogo che riempie d'ispirazione romantica e artistica grazie alla tranquillità, ai colori e alla sensazione di essere un po' fuori dal mondo. Ispirazione che deve aver animato anche lo spirito del geniale Tonino Guerra: famoso poeta, scrittore, sceneggiatore che qui nacque e visse.

Il colle di Santarcangelo nasconde delle grotte (ipogei) scavate dall'uomo nell'arenaria e nell'argilla nel corso dei secoli. Venivano un tempo utilizzate come cantine per i vini, dato che al loro interno mantengono una temperatura costante di 12/13°C, ma si presuppone che in origine fossero tombe etrusche, luoghi di culto e grotte paleocristiane. Durante la Seconda Guerra Mondiale furono un ottimo rifugio per gli abitanti della città.

All'imbrunire si accendono le prime luci tra le facciate del borgo, mentre si percorrono i vicoli che scendono verso valle nella luce sempre più fioca.
L'unico modo per immergersi ancora di più in questa magica atmosfera è rifugiarsi in uno dei locali tipici che si incontrano per sorseggiare un calice di vino accompagnato da golose bruschette.


Se non volete lasciare troppo presto questo posto magnifico, la degna conclusione è all'osteria La Sangiovesa: non un semplice ristorante ma un luogo dove arte culinaria e cultura si mescolano. Un laboratorio del gusto ma anche una bottega.
Qui la cena è un'esperienza che coinvolge tutti i sensi.
L'ingresso seduce la vista con vini e delizie allineati lungo le pareti di pietra, mentre poco più in là si viene inebriati dal profumo del pane appena sfornato: si panifica infatti al momento con farina di produzione biologica macinata a sasso e sulle piadine viene incisa la firma dell'osteria.

La Sangiovesa è come una lussuosa locanda medioevale dove il tempo pare essersi fermato e i suoi sotterranei nascondono un segreto: dai locali del piano inferiore è possibile accedere a uno degli ipogei che caratterizzano Santarcangelo. All'interno di queste grotte sono riprodotti alcuni modelli di colombaie e alla fine del percorso si giunge alla sorgente dei desideri che nasconde un'antica storia d'amore tra una serva e un giovanotto.
Il menù è a base di carne, salumi, formaggi e primi piatti eccellenti.
Imperdibili l'assaggio di squaquerone, rucola e fichi caramellati, gli stringhetti e la salsiccia con la cipolla di Santarcangelo, vere specialità a km zero.
Tra i salumi troviamo fiocco di prosciutto, salamino di salsiccia passita, coppa stagionata, goletta e lardo condito.

La carta dei vini punta su etichette dei vitigni della zona tra cui spiccano circa 50 tipi di Sangiovese.
Il menù è realizzato proponendo materie prime provenienti per il 90% dalla vicina Tenuta Saiano, un'azienda agricola biologica inserita in una riserva boschiva dove si praticano un'agricoltura e un allevamento sostenibili impiegando tecniche che rispettano l'ambiente e la biodiversità. La tenuta non è solo un'azienda agricola ma anche un luxury resort immerso nel verde di Montebello, sulle colline della Val Marecchia.

Ed è proprio qui, a Montebello, che si conclude il mio mini tour enogastronomico per iniziarne un altro, fatto di storia e misteri che scoprirete nel prossimo post dedicato al Castello di Montebello.


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