La Certosa di Pavia

by - ottobre 09, 2017


In Lombardia ci sono dei piccoli gioielli che bisogna scoprire per apprezzare le bellezza storica e naturalistica di questa regione. Nei dintorni di Milano, ad esempio, ci sono decine di abbazie, castelli e parchi dove potersi rilassare per qualche ora e trovare interessanti fonti di ispirazione.
Uno di questi è sicuramente la Certosa di Pavia.
La Certosa di Pavia Gra Car, Gratiarum Chartusia ovvero Certosa delle Grazie, è un monastero risalente al XIV secolo eretto per volere di Gian Galeazzo Visconti. Si trova in una posizione strategica, situata a metà strada tra la città di Milano e Pavia, circondata dalla campagna pavese. Visitare questo monastero è un’esperienza che riesce a trasportarti per un attimo nell’atmosfera dei monaci certosini che qui vivevano in clausura. Qui il silenzio regna sovrano e l’imponenza e la bellezza della struttura mettono quasi soggezione.

 “Solamente colui che ascolta nel silenzio 
percepisce il mormorio del vento leggero che manifesta il Signore”


Arrivati a Certosa di Pavia, dopo aver percorso il lungo viale alberato, si lascia l’auto nel parcheggio adiacente e si raggiunge l’ingresso del monastero.
La facciata, da lontano, è la cosa che colpisce maggiormente e avvicinandosi si rimane incantati dalla bellezza dei particolari.

Entrando ci si lascia distrarre dalle absidi, dalle cupole e da un’imponente cancellata che si può oltrepassare solamente durante la visita guidata condotta da un monaco cistercense.
Durante la visita viene illustrata la storia del monastero, la presenza dei monaci nella struttura e si viene introdotti ai capolavori storico artistici nella seconda parte della chiesa, oltre la cancellata, come la tomba vuota di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, il Coro, il magnifico Trittico, la tomba di Gian Galeazzo Visconti e viene spiegato il significato di alcuni affreschi, i materiali usati e moltissime altri dettagli e opere interessanti.

La visita prosegue nel chiostro esterno e nel refettorio, dove viene svelata la presenza di una porta segreta, per poi concludersi nelle celle in cui vivevano i certosini: veri e propri mini appartamenti molto scarni ma dotati di un bellissimo cortiletto dove i monaci coltivavano ognuno il proprio orticello e trascorrevano la giornata in preghiera. Non potendo avere contatti con nessuno, per ricevere il pasto, si servivano di una finestrella rotante inserita nel muro della propria stanza. 


La pace e la tranquillità che si respira in questo luogo è preziosa perfino ai giorni nostri.

I monaci cistercensi, inoltre, coltivano tutt’oggi in quest’area erbe medicinali che utilizzano per produrre alcuni prodotti come il liquore Gra Car, venduto nella bottega adiacente al monastero, insieme ad altri rimedi medicamentosi. 


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