Come ho iniziato a correre

by - ottobre 09, 2017


Ho sempre pensato che fossero dei folli quelli che vedevo correre al mattino presto, in pausa pranzo, la sera… ovunque fossero, perfino in vacanza.
Ho sempre pensato che correre fosse una perdita di tempo oltre che una faticaccia enorme.
Eppure sotto sotto li invidiavo. Si, perché io sono sempre stata una schiappa nella corsa. Mi ricordo come se fosse ora il dolore nei polmoni dopo i primi 20 secondi di riscaldamento all’inzio dell’ora di educazione fisica. Una tortura che durava pochi minuti ma che era il mio incubo settimanale.
Ed è proprio da quel livello che sono partita circa un mese fa mentre ero in palestra.

Stavo facendo il solito riscaldamento sulla cyclette, livello 3, forze già allo stremo. Nel mentre guardavo correre sul tapis roulant davanti a me un ragazzo super esile. Correva e messaggiava al cellulare. Per 10, 20, 30 minuti.
Mentre facevo gli altri esercizi continuavo a pensarci. “Cavoli ci riescono tutti, perché io sono così negata? È un limite fisico?”
Non avevo mai preso in considerazione il fatto di allenarmi sul tapis roulant, complici i soliti ricordi delle scuole medie, se non per una camminata veloce da 10 minuti come riscaldamento.

La volta successiva, mentre la palestra era vuota, salgo sul tappetino e decido di provare a correre per due minuti. Parto con la solita camminata veloce e dopo 5 minuti inizio con la corsa, velocità 8, pendenza 0.1%
I primi due minuti volano ma decido di fermarmi e continuare con la camminata. Ero preoccupatissima per il mio ginocchio, quello in cui ho meno cartilagine, infatti sentivo un leggero fastidio.
Il giorno successivo prendo coraggio e alterno due minuti di corsa a due minuti di camminata per un totale di 10 minuti.
Ero contenta ma non soddisfatta.
Non volevo esagerare, anche perché a seconda dei giorni la cosa mi veniva più faticosa, altre volte meno.

Un bel giorno accanto a me, durante i miei due-tre minuti di corsa, arriva un ragazzo di quelli super motivati e allenati. Continuava a guardare i miei parametri, forse involontariamente. Non potevo far la figura della schiappa allora ho provato a resistere senza fare pausa. Ogni volta che pensavo “oddio muoio ora mi fermo” vedevo il tizio accanto che sbirciava allora provavo a pensare ad altro e resistere.  Ed ecco la magia.
Dieci minuti senza fermarmi, poi defaticamento.
Mi sentivo un’eroina miracolata. Allora era possibile!

Poche settimane dopo, durante un weekend sul Lago di Como, decisi di riprovare.
Per la prima volta su strada e non su un tapis roulant.
Sapevo sarebbe stato più difficile, inoltre ero ferma da parecchi giorni ma avevo voglia di provare e godermi il lago la mattina presto.
Ed e stata un’esperienza bellissima: la soddisfazione di correre con un paesaggio bellissimo, il sole appena sorto, tantissimi altri runner (io però non mi definisco ancora tale) e la mia musica preferita nelle orecchie.

E’ stato un colpo di fulmine. Non per la mia milza che ha iniziato a farmi un male tremendo. 7 minuti di corsa e sono stata costretta a fare una pausa e poi altri 7 minuti fino all’hotel. Una doccia e via, mi sentivo benissimo e soprattutto nessun dolore al ginocchio.

Dopo la corsa lungo le sponde del Lago di Como mi sono fermata nuovamente, forse perché non ero abbastanza decisa ma da una settimana ho iniziato a correre la sera, appena prima del tramonto. Qui dove abito non ci sono paesaggi spettacolari a distrarmi ma cerco comunque di farlo perché penso che vedere delle cose belle intorno a me aiuta a distrarmi dai dolori, dal fiatone e dalla fatica.

Per ora sono solo all’inizio, vi racconterò gli sviluppi nei prossimi post! 

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