Weekend in Oltrepò Pavese: il borgo misterioso di Zavattarello

by - settembre 26, 2017


Una strada dolcemente in salita, ad ogni curva verdi pendii e vigneti si rivelano tra le file di alberi che costeggiano la carreggiata. Da Milano sono poche decine di chilometri e ci si sente già in un altro mondo. Sparisce l'autostrada, sparisce il grigio e ci si ritrova...nel verde e nel blu!

Siamo poco più a sud del fiume Po, dove inizia la zona collinare famosa per i suoi vini, siamo nell'Oltrepò Pavese e precisamente a Zavattarello, uno dei Borghi piu belli d'Italia, il luogo ideale per sentirsi più leggeri, con la testa fra le nuvole, storditi dalla bellezza dei colori e dall'aria cristallina, pronti per un weekend rigenerante. 

Zavattarello

Questo piccolo paese dell'alta Val Tidone, a 529 m s.l.m, conta circa 1000 abitanti e deve il suo nome all'attività che caratterizzò il borgo nei secoli, ovvero quella dei calzolai che confezionavano le "savatte", da cui il nome dialettale "Savatarè".
Lo stemma del borgo raffigura un drago incatenato a custodia di un albero di mele rosse, un'emblema che può rimandare a differenti significati simbolici, accompagnato dalla scritta “Praeda vigil vigilataque poma” (la preda è vigile e i suoi frutti sono ben custoditi) considerata un avvertimento ai nemici in quanto la rocca era ben difesa.
Ci troviamo infatti in un borgo un tempo interamente fortificato, costruito alle pendici del castello raggiungibile percorrendo la viuzza che parte da Piazza Luchino dal Verme e che sale verso la collina. Il paese vecchio, chiamato "Su di dentro", è un susseguirsi di caratteristiche case duecentesche che si fondono con la magia del paesaggio.
Un tempo il paese era difeso da numerosi torri di guardia, ora è possibile ammirarne solamente una lungo il percorso (che venne in parte abbattuta nel 1926).

Il Castello Dal Verme

Il castello che domina la collina e sovrasta il borgo è un edificio maestoso e imponente. Impossibile credere che incastonata tra la bellezza di questa natura ci sia una struttura simile che vanta uno spessore murario fino a 4 metri. Una fortezza inespugnabile che ha resistito a numerosi assedi.
Un tempo, però, il castello non era attorniato da tutta questa vegetazione, proprio per avvistare eventuali nemici in arrivo. Oggi, invece, il verde che lo circonda è un'area protetta di circa 79 ettari di grande rilevanza paesaggistica e ambientale.
Il castello è stato restaurato a partire dal 1978, dopo la donazione della famiglia Dal Verme ai cittadini di Zavattarello, ed è stato infine aperto al pubblico nel 1999. Ora è parzialmente arredato e all'ultimo piano ospita il Museo d'Arte Contemporanea "Giuseppe e Titina Dal Verme".
Durante la visita guidata è possibile visitare ogni sala: dalle prigioni scavate nella roccia alla Sala delle Feste, dalla cucina alla camera da letto barocca fino alla cima della torre di avvistamento da cui si gode un panorama mozzafiato delle vallate circostanti e da cui si possono ammirare i castelli dei dintorni.
Lo sguardo spazia su Valverde, Pietragavina, Torre degli Alberi, fino a Montalto Pavese e alla Pianura Padana. Nelle giornate più limpide si vede perfino la catena delle Alpi che circonda le colline.



Tra storia e leggenda, il fantasma del castello

Sedie spostate, strani rumori, porte aperte misteriosamente, spartiti scomparsi durante i concerti, voci maschili senza volto e altri eventi inspiegabili alimentano le storie dietro il presunto spirito di Pietro Dal verme, signore del castello nel XV secolo.
 La storia narra che Pietro, promesso sposo a nozze di convenienza con Chiara Sforza, era però innamorato di Cecilia di Andreotto Del Maino che riuscì ad ottenere in sposa non prima di mediazioni che gli costarono parecchi castelli e cavalieri.
La ragazza, però, morì prematuramente e Pietro accettò le nuove nozze con l'ancora nubile Chiara. Pochi anni dopo Pietro morì improvvisamente senza intestatari e leggittimi eredi, si presume avvelenato dalla stessa Chiara con un potente veleno e, altrettanto improvvisamente gli Sforza si impossessarono di tutte le sue proprietà.
Da quel giorno il castello è animato da fenomeni paranormali sui quali gruppi di ricercatori stanno ancora indagando...


Se volete rivivere la storia e le emozioni del castello, ogni anno a Ferragosto si svologono le "Giornate medievali di Zavattarello" per ricordare il fidanzamento di Pietro con Chiara Sforza. Dame, cavalieri, artigiani e cortigiani: il giardino del castello e le sale si animano con rievocazioni di battaglie, assedi al castello, danze, giochi e banchetti medioevali per immergersi nella vita di una roccaforte del XV secolo.

Prodotti tipici

Grazie alla collocazione geografica di Zavattarello, la cucina tipica locale annovera piatti della tradizione dell'Oltrepò Pavese e del Piacentino: caratteristici sono i ravioli al brasato, il salame crudo, la coppa piacentina, il cinghiale in salmì con la polenta, gli arrosti, i pisarei e fasò.

Impossibile non menzionare i vini, re incontrastati dell'Oltrepò, tra cui varietà DOC come Bonarda, Buttafuoco, Sangue di Giuda, Pinot Nero e Pinot Grigio

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